L’imprenditore è sì propenso a lasciare in azienda utili indivisi, ma è riluttante ad immettere nuove risorse aumentando il proprio impegno in termini di capitale di rischio oltre la quota originariamente investita nell’impresa. Si preferisce tenere distinto il proprio patrimonio personale rispetto a quello aziendale. In questo modo il patrimonio dell’imprenditore viene usato come collateral di finanziamenti bancari.
L’esposizione verso le banche rappresenta oltre un terzo di tutte le passività delle piccole/medie imprese italiane. Dell’esposizione verso le banche, oltre il 70% è a breve termine.
Questo scenario comporta una fragilità finanziaria delle piccole e medie imprese che si trovano particolarmente esposte alla volatilità dei tassi d’interesse e all’alternanza dei cicli economici.
Il ruolo delle banche è marginalmente richiesto per il sostegno di piani strategici a medio termine e a interventi di finanza straordinaria, prevale il ruolo di copertura del capitale circolante tramite operazioni di sconto commerciale salvo buon fine.
In altre parole il sistema economico italiano si fonda su una miriade di piccole e medie imprese sottocapitalizzate, con un appoggio esterno del patrimonio dell’imprenditore e con le banche che reggono le esigenze di capitale circolante lasciando una parte marginale ad operazioni di finanza a medio/lungo termine.
| Succ. > |
|---|
Area News 

