In grande sintesi si parla di squilibrio finanziario quando nell’azienda i debiti a breve superano i crediti a breve, quando i debiti a breve superano tutti gli altri debiti e quando il patrimonio netto (capitale sociale e riserve) è troppo esiguo.
In situazioni del genere l’azienda è incamminata verso uno stato di carenza di liquidità.
E’ frequente ritrovarsi in situazione di squilibrio finanziario durante i primi anni di vita dell’impresa in cui la fase di crescita continua a richiedere liquidità. Non è frequente e, quando capita, ci si deve preoccupare, se la situazione di squilibrio finanziario succede in un’impresa “matura”.
Si parla di crisi finanziaria quando lo squilibrio finanziario diventa cronico e l’azienda non riesce a far fronte ai propri impegni con le risorse finanziarie ordinarie.
Per comprendere meglio il concetto di squilibrio finanziario ci pare opportuno riportare alcuni degli eventi aziendali che lo caratterizzano come descritti da L. Guatri in “Turnaround” - Egea:
grave carenza di mezzi propri e corrispondente netta prevalenza di mezzi a titolo di debito (eccessivo leverage)
marcata prevalenza di debiti a breve termine rispetto alle altre categorie d’indebitamento
squilibri tra investimenti duraturi e mezzi finanziari stabilmente disponibili
insufficienza o inesistenza di riserve di liquidità
scarsa o nulla capacità dell’impresa contrattare le condizioni del credito, data la necessità di disporne ad ogni costo
nei casi più gravi: difficoltà a seguire ed affrontare le scadenze e conseguente ritardo di alcune categorie di pagamenti (fornitori, rate di prestiti, contributi previdenziali, fino al caso limite delle retribuzioni ai dipendenti)
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